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New del 4/17/2020

COMUNICATO STAMPA

COMUNICATO STAMPA
COVID-19: ALLEVAMENTI DI EQUIDI E MONDO IPPICO VICINI AL PUNTO DI NON RITORNO

Floriano De Franceschi, ARAV: "servono urgenti misure a tutela del mondo degli equidi,

che in Veneto conta quasi 500 realtà tra stazioni di monta, circoli, maneggi e agriturismi specializzati"

 

Vicenza, 17 aprile 2020. È vera crisi per il settore degli equidi, sia per gli allevamenti, che per tutte le attività connesse al mondo dei cavalli.

Il Veneto in questo ambito ha una storia importante, confermata anche da numeri di tutto riguardo: 37859 tra cavalli e pony, da sella, trotto ed oltre 600 da galoppo (con libri genealogici gestiti dal Mipaaf); 13620 asini, 294 tra muli e bardotti, per un totale di 52371 animali.

“Il settore allevatoriale sta vivendo una situazione pesante in generale – spiega il presidente di ARAV, Floriano De Franceschi – ma il comparto degli equidi, in particolare, risente in maniera drammatica della emergenza Coronavirus. Già in crisi da tempo, per questo settore di nicchia l’emergenza sanitaria rappresenta davvero il colpo di grazia. Le circostanze venutesi a creare determinano conseguenze pensanti sotto diversi aspetti e sarà difficile ripartire senza validi aiuti a favore delle aziende interessate”.

In Veneto gli equini sono al centro di quasi 500 attività imprenditoriali, tra stazioni di monta, circoli, maneggi e agriturismi specializzati.

“Numeri significativi – aggiunge De Franceschi – che vanno letti anche considerando l’importante indotto che ruota attorno ad allevamenti di equidi e sport equestri. Gli appassionati, infatti, sono anche amanti del contatto all’aria aperta e, spesso, si spostano per esercitare la propria passione, soggiornando nelle strutture dedicate che il territorio mette a disposizione. La crisi di settore, quindi, a ricaduta si riverbera su un comparto già provato e che alimenta un’economia decisamente significativa”.

Conseguenze importanti si registrano, poi, sotto il profilo allevatoriale ripercuotendosi sull’attività delle 111 stazioni di monta attive nel Veneto (11 artificiali e ben 100 naturali).

“Si registra una drastica contrazione dell’attività riproduttiva – conclude De Franceschi – in quanto la crisi economica sta portando gli imprenditori agricoli ad orientarsi verso una diversa scelta, fatta esclusione per le razze pesanti, che rappresentano circa il 5 per cento del totale. A ciò si aggiunge l’azzeramento delle attività di fattoria didattica e di maneggio, con pesantissimi negativi riscontri aziendali. Senza contare, naturalmente, l’allevamento del cavallo da sport equestri, già da tempo profondamente provato. Per la ripresa non sarà certo sufficiente la buona volontà degli imprenditori: occorrono significativi aiuti a sostegno di un settore importante per l’economia, il turismo e la riscoperta stessa dell’ambiente patrimonio della collettività”.


New del 4/16/2020

AGRA PRESS

NOCENTINI (AIA): IL SISTEMA ALLEVATORIALE NAZIONALE ANCORA SALDO RIFERIMENTO NELL’EMERGENZA SANITARIA

  ANNO LVIII - N. 102                                                   16 / 04 / 2020 

 
notiziario    inviato    alle    11:35

 



NOCENTINI (AIA): IL SISTEMA ALLEVATORIALE NAZIONALE ANCORA SALDO RIFERIMENTO NELL’ L’EMERGENZA SANITARIA

di Letizia Martirano

In questa intervista il presidente dell’Associazione Italiana Allevatori-Aia, Roberto Nocentini, traccia il quadro della situazione della zootecnia nazionale a poco più di un mese dall’inizio dell’emergenza sanitaria nel nostro Paese, focalizzando l’attenzione sulla “solida base tecnica che ha permesso alle aziende d’allevamento di reggere l’urto e prepararsi alla delicata fase che ora si apre”. “Le prime limitazioni dovute ai focolai influenzali hanno riguardato comuni e regioni ‘cuore’ della produzione agrozootecnica: un durissimo ‘test’ di resistenza ma che ha evidenziato il ruolo fondamentale degli allevatori anche nel garantire prodotti di prima necessità alla popolazione. Le aziende zootecniche non si sono mai fermate, lavorando sul fronte della qualità e della sostenbilità”, sottolinea il presidente dell’Aia.


Questa emergenza ha fatto risaltare fragilità, con tentativi di speculazione, blocchi delle esportazioni e arrivi di prodotti non tracciati dall’estero. Cosa pensa?

Purtroppo le emergenze sanitarie gravi e, come in questo caso, impreviste e imprevedibili, innescano nella filiera della produzione primaria reazioni scomposte e, in alcune situazioni, non improntate alla linea della correttezza. Bene hanno fatto le nostre associazioni territoriali a segnalare i casi di mancato ritiro del latte, che ci sono stati ed hanno danneggiato gli allevatori, e manovre speculative sui prezzi. Anche il Mipaaf ha chiesto di denunciare queste distorsioni. Ma ci sono stati pure esempi positivi di solidarietà nella filiera. Il problema da affrontare e risolvere sarà la tenuta nel medio-lungo periodo, il tema della autosufficienza nell’approvvigionamento di materie prime con l’indicazione della provenienza.

Qual è la vostra analisi della situazione ad oggi?

E’ presto per quantificare i danni. Dal lato dei consumi il comparto più in sofferenza sembra quello ovicaprino, ma segnali negativi arrivano anche dalla suinicoltura e coniglicoltura. Per il latte c’è stato un significativo scostamento verso il prodotto a più lunga scadenza, ma ciò che manca di più è lo sbocco costituito da bar, ristorazione, il cosiddetto canale ho.re.ca. e agriturismi.

Dal punto di vista tecnico qual e’ lo stato dell’arte?

L’attività di controllo funzionale sulla produttività degli animali non si è mai fermata, solo in alcune zone c’è stato un “allentamento”, dovuto solo alla necessità di rispettare le disposizioni di sicurezza per operatori, allevatori e loro famiglie e collaboratori. Nella maggior parte del Paese non si sono fermate le analisi prodotte dalla rete dei laboratori del sistema allevatori.

L’importanza del dato raccolto in azienda è un “mantra” per Aia e per il sistema allevatori. E’ possibile rispettare questa linea?

Il sistema continua a “girare”: sono gli stessi allevatori che, anche in questa delicata fase, hanno chiesto in alcune situazioni in maniera pressante la presenza dei nostri tecnici. Ma voglio anche sottolineare le ricadute sulla qualità delle produzioni, sul benessere degli animali e la tutela della biodiversità. Attualmente il sistema allevatoriale lavora su oltre 80 milioni di dati di laboratorio, 13 milioni di analisi effettuate, 1 milione e mezzo di animali. Tutto ciò confluisce anche nel progetto “Leo”, di creazione di una banca dati informatizzata e condivisa, progetto che ha già prodotto i primi risultati ed è entrato in una nuova fase.

A che punto e’ il lavoro del sistema allevatoriale per benessere animale, sostenibilità ambientale, economia circolare? 

La raccolta e l’analisi dei dati ha una massima importanza anche per l’elaborazione di nuovi indici connessi a produttività, resistenza a patologie, sanità del bestiame, impronta ambientale delle emissioni. Il sistema allevatoriale ci sta lavorando già da tempo come dimostra il disciplinare su “Gli allevamenti del benessere” con un logo di garanzia che anche primarie aziende di trasformazione e confezionamento hanno voluto sulle confezioni dei propri prodotti come ad esempio la panna fresca a base di latte ad alta qualità contenuta nel cono gelato della Centrale del Latte di Cesena. Una grande soddisfazione per Aia e per l’Ara dell’Emilia-Romagna. Sul tema dell’economia circolare, c’è stata la partecipazione, proprio nei giorni immediatamente precedenti l’inizio dell’emergenza sanitaria, al primo “Circular Tour” con Coldiretti e Eni a Gela, in Sicilia, per illustrare ad istituzioni e cittadini i vantaggi dell’uso e riuso dei materiali prodotti derivanti dall’attività zootecnica, che da scarti si trasformano in opportunità.

Eppure gli attacchi di alcuni media alla zootecnia, soprattutto intensiva continuano…

Il pluralismo dell’informazione è un valore, la sua correttezza e tempestività è importantissima, lo stiamo vedendo soprattutto in questi tempi di emergenza. La nostra zootecnia costituisce un modello unico, distintivo, nel quale convivono tradizione e innovazione: metterne in dubbio la validità, soprattutto in un momento come questo, che sta dimostrando il valore indispensabile dell’allevamento italiano, è fortemente autolesionistico e pericolosissimo per l’autosufficienza e la sicurezza alimentare del nostro Paese. Come evidenziato da studi a livello europeo, la zootecnia italiana è la più sostenibile con il 50% in meno di emissioni rispetto alla Francia o alla Germania. Non è giusto gettare ombre sul lavoro degli allevatori, soprattutto di quelli italiani, che da sempre sono in prima linea sul fronte delle produzioni sostenibili non solo dal punto di vista della salute degli animali ma anche a vantaggio della qualità garantita ai consumatori.

Promozione del “made in Italy”, ripresa delle attività fieristiche, che messaggio dare soprattutto ai giovani?

Questa emergenza sta costringendo tutti ad un ripensamento delle proprie abitudini di vita e di lavoro. Ma non bisogna perdere la fiducia: lo vediamo soprattutto nel senso di responsabilità e nella capacità di adattamento dei nostri giovani, nell’uso flessibile e corretto delle nuove tecnologie nel lavoro e nella formazione. E’ presto per capire in quali forme e in che tempi riprendere i tradizionali momenti di promozione del nostro allevamento. Il danno, per ora, è enorme, anche considerando i relativi indotti. Ma vogliamo sperare che si tratti solo di riprogrammare le scadenze, rivedere alcune modalità. Intanto preoccupiamoci, tutti, di difendere il “made in Italy” agroalimentare e zootecnico, che ha mostrato le sue fragilità ma resta comunque un modello inimitabile.

Ha parlato di formazione, ci sono novità?

Questo è un campo nel quale si è dimostrata una pronta capacità di reazione: già dalle prime settimane dell’emergenza, venendo anche incontro alla maggior diffusione di forme di “lavoro agile”, hanno riscosso un grande successo le attività formative cui Aia e sistema allevatoriale partecipano. Segnalo, tra tutte, le iniziative, che stanno proseguendo in questi giorni, del Polo di Formazione per lo Sviluppo Agro Zootecnico su temi di stretta attualità come l’asciutta selettiva e il benessere in stalla. Di particolare importanza, inoltre, l’evento partecipato con la Società Italiana di Buiatria sulla funzionalità del gestionale di Aia “Si@alleva”, che ha registrano un notevole interesse per le sue applicazioni anche nel mondo della veterinaria.
 


New del 4/9/2020

BASTA ACCUSE AGLI ALLEVATORI PURA PARANOIA MEDIATICA

COMUNICATO STAMPA
ALLEVATORI ACCUSATI DI INNALZARE IL LIVELLO DELL'INQUINAMENTO
E DI STRESSARE GLI ANIMALI:PURA PARANOIA MEDIATICA!

Il presidente di ARAV, Floriano De Franceschi: il volto degli allevatori è di chi continua a fare ricerca, soprattutto in collaborazione con il mondo universitario, per migliorare il prodotto, attraverso l'utilizzo di pratiche all'avanguardia per benessere animale e sostenibilità ambientale

 

Vicenza, 9 aprile 2020.Stufe a legna, automobili, caldaie, fabbriche. Tutte assolte dall’accusa di provocare o di concorrere a provocare l’inquinamento atmosferico. Unico colpevole, invece, sarebbe il mondo agricolo, allevatoriale in particolare, su cui si punta il dito probabilmente perché gli animali allevati sono sotto gli occhi di tutti, così come le deiezioni che producono.

“Un’accusa bella e buona, peraltro più volte smentita e facilmente smontabile – spiega il presidente dell’Associazione regionale allevatori del Veneto, Floriano De Franceschi – in particolare leggendo i dati sull’inquinamento dell’aria in questi giorni. Una fake news che danneggia ed amareggia noi allevatori, ma sulla quale dovrebbero riflettere anche i consumatori, ragionando rispetto alla qualità dell’informazione che viene propinata dai Media. Un’informazione il più delle volte corretta e rispettosa del contraddittorio, ma in altri casi tendenziosa e finalizzata ad avvalorare delle tesi precostituite. È molto preoccupante, infatti, che siano messe in atto azioni speculative di disinformazione, come accaduto nei giorni scorsi attraverso alcune trasmissioni televisive, anche nella Rete di Stato, che accusano, senza mezze misure, gli allevatori.”

Nessuno di questi mezzi di “informazione” ha analizzato compiutamente la situazione reale in cui ci troviamo – sottolinea De Franceschi – In Italia la selezione delle vacche da latte ormai da più di 10 anni è orientata verso altri caratteri rispetto al parametro della produzione. Infatti, pur essendo la produzione assieme alla qualità del latte, uno dei fattori che vanno a determinare il reddito dell’allevatore, l’attenzione della selezione degli animali è da tempo rivolta verso: l’aumento della longevità delle bovine, un miglioramento della fertilità e della resistenza alle malattie. Questo va coniugato con l’ottimizzazione dell’efficienza alimentare per unità di prodotto (litro di latte o kg di carne): è uno degli aspetti più studiati da tutto il comparto zootecnico in collaborazione con il mondo della ricerca per ottenere una  riduzione significativa del metano e della anidride carbonica prodotti dai processi digestivi degli animali. Non va poi dimenticato che gli ambienti di allevamento sono progettati per ridurre lo stress da caldo, determinato dai rapidi cambiamenti climatici, e per migliorare la qualità dell’aria in stalla abbattendo l’attività microbica presente sulle lettiere e sulle deiezioni che può portare alla produzione di ammoniaca. Tutto ciò – prosegue De Franceschi – lo stiamo realizzando consapevoli che produciamo cibo, quindi vita. E questa è la nostra missione, in cui crediamo fermamente e che portiamo avanti senza se e senza ma nell’assoluto rispetto degli animali e dei cittadini”.

I numeri sono incontrovertibili! Le immagini del satellite Sentinel 5 del programma europeo Copernicus, gestito da Commissione Europea e Agenzia Spaziale Europea (Esa), dimostrano che i livelli di inquinamento sono notevolmente diminuiti dopo oltre un mese di restrizioni, con zone rosse e chiusura di attività industriali imposte dal Coronavirus.

Il volto degli allevatori è un altro. È di chi continua a fare ricerca, in collaborazione con il mondo universitario per crescere professionalmente giorno per giorno: “Abbiamo a cuore gli animali che alleviamo, come l’ambiente in cui le nostre aziende sorgono e le nostre famiglie, con i nostri figli, vivono. Ci impegniamo – conclude De Franceschi –perché il nostro lavoro sia riconosciuto per la sua valenza sociale ed ambientale che si esprime attraverso un attento controllo della salute degli animali che permette una sostanziale riduzione dell’uso dei farmaci. Questa è l’unica direzione nella quale quotidianamente lavora il sistema degli allevatori”.


New del 4/4/2020

Predazioni da lupo

COMUNICATO STAMPA
Predazioni da lupo: per poter lavorare in malga dobbiamo essere tutelati!

Il presidente di ARAV, Floriano De Franceschi: “situazione insostenibile. Tra morti, feriti

e dispersi abbiamo perso in tutta la regione poco meno di 800 animali”

 

Vicenza, 4 aprile 2020. Gli allevatori veneti hanno perso poco meno di 800 animali a causa delle predazioni da lupo. Ed i casi, nell’ultimo triennio, sono in netto aumento. Dal 2017 al 2019, infatti, sono stati registrati almeno cento casi in più.

Tempi duri per chi fa l’allevatore e decide di portare in malga i propri animali per assicurare agli stessi un livello indubbio di benessere e, ai consumatori, un prodotto di maggior qualità. Infatti, la minaccia del lupo continua ad essere all’ordine del giorno e rappresenta una complicazione in più, che si aggiunge al già impegnativo lavoro di chi ha un allevamento.

“Si dice che la qualità paga, ma a giudicare dai numeri non sembra proprio così. Nel triennio 2017-2019, rispetto al precedente periodo 2013-2016 – spiega il presidente di ARAV, Floriano De Franceschi – la presenza di nuclei stabili di lupo e le conseguenti predazioni hanno iniziato ad interessare non più solo la Lessinia, ma anche le aree pedemontane del Vicentino, del Bellunese e del Trevigiano. Dal 2017 al 2019 i capi oggetto di predazione sono passati da 385 a 480, ma a questi non possiamo non aggiunge i 302 capi ad oggi dispersi, che portano a ben 782 i capi di fatto sottratti agli allevatori veneti”.

La risposta che arriva dalla Regione Veneto è il rifinanziamento del fondo indennizzi e prevenzione con 250 mila euro.

Risale a quasi due anni fa, però, il protocollo firmato con la Regione, esattamente il 10 luglio 2018, dal titolo “Danni arrecati dal lupo”. Un documento recante misure precise per la prevenzione ed il contenimento dei predatori, ma, ad oggi, questa iniziativa è rimasta in gran parte lettera morta, avendo previsto soltanto un modesto ristoro a favore degli allevatori colpiti.

All’epoca, il presidente di Arav, Floriano De Franceschi, tra i firmatari del protocollo unitamente a Regione Veneto, Coldiretti Veneto, Lattebusche, Latterie Vicentine, Latteria Soligo ed i Consorzi di tutela Asiago, Monte Veronese e Montasio, era stato chiaro: “l’attesa è stata lunga, ma auspichiamo di arrivare ad un piano di contenimento, unico sistema per salvaguardare animali, territorio e produzioni”. Ed aveva aggiunto: “si sente sempre più spesso parlare di benessere animale, ma non si tratta di un vezzo, bensì di un punto di arrivo di un sistema allevatoriale che mira sempre di più alla qualità dell’allevamento e delle produzioni, per consentire la sostenibilità delle stalle. Gli animali vengono portati in montagna per assicurare un’alta qualità del latte, ma tutto ciò si può continuare a fare a patto che il territorio sia sicuro e non comporti la perdita di animali. Il lupo, così come gli altri grandi predatori che negli ultimi anni hanno fatto capolino, rappresenta un problema concreto e noi allevatori, oggi, se decidiamo di andare in malga, sappiamo di non avere mezzi efficaci per proteggere i nostri animali e siamo spesso costretti a restare svegli di notte per evitare che finiscano preda dei grandi carnivori”.

Due anni fa Arav riteneva che la Regione avesse fatto ciò che poteva, ma che ad agire dovesse essere il governo centrale, con disposizioni chiare ed attuate urgentemente, almeno per scongiurare che negli anni a venire si ripetessero le predazioni. “Oggi ci ritroviamo a parlare dello stesso tema – conclude De Franceschi – con la differenza che gli animali “sottratti” agli allevatori, nel frattempo, sono aumentati. E non vediamo all’orizzonte un interessamento e delle soluzioni tali da garantire un’inversione di tendenza. E pensare che sovente gli allevatori vengono tacciati come coloro che non mettono in pratica il benessere animale, anzi “sono accusati di maltrattamenti, sfruttamenti ed ogni altra nefandezza, ma su ciò che i lupi ed altri predatori fanno, e che è dimostrato dalle numerose foto di uccisioni, nessuno si esprime o agisce”.

La posizione di Arav resta quella di sempre: “occorre un Piano di contenimento del lupo, per far sì che gli allevatori possano tornare a lavorare in malga. “L’Altopiano di Asiago, ma anche il Veronese, il Trevigiano ed il Bellunese, le aree più colpite dalle predazioni, sono ricchi di eventi anche per la nostra presenza e la diffusione dei predatori mina pesantemente tutto ciò, con un impatto sul turismo e l’economia del territorio. Un territorio che rischia di vivere una situazione di abbandono e noncuranza, per l’allontanamento dalle malghe da parte degli allevatori”.

 

Comunicato stampa in PDF

 

 


New del 2/23/2020

PASSIONE VENETA 2020

29 Febbraio - 01 Marzo 2020

Passione Veneta annullata causa Coronavirus

 

COMUNICATO STAMPA

Floriano De Franceschi: "con estremo rammarico siamo costretti ad annullare l’atteso evento"

Vicenza, 23 febbraio 2020. Passione Veneta annullata a causa del Coronavirus. Al Foro Boario a Vicenza era tutto pronto per la terza edizione di Passione Veneta, l’attesa manifestazione, che lo scorso anno ha portato in città migliaia di appassionati, curiosi ed addetti ai lavori, organizzata da Arav, con Aia e le tre maggiori latterie venete: Lattebusche, Latterie Vicentine e Caseificio sociale Ponte di Barbarano, nonché con la sponsorizzazione dei Consorzi di tutela Grana Padano Dop, Asiago Dop e la collaborazione di Op Unicarve – Sigillo italiano, dell’Associazione carne La Garronese Veneta, del Consorzio Prosciutto Dop Veneto, nonché di Campagna Amica Coldiretti Vicenza, ma il rischio di epidemia è troppo alto.

"Con estremo rammarico siamo costretti ad annullare un evento sul quale abbiamo molto puntato – commenta il presidente di ARAV, Floriano De Franceschi – un appuntamento costato tanto in termini organizzativi ed economici. L’interesse della collettività, però, è prevalente, quindi non si poteva assumere una diversa decisione, anche in linea con i provvedimenti della Regione del Veneto, che ha previsto la sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche e la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado".

 

 

Comunicato stampa Annullamento Evento

Ordinanza Ministeriale

 

 


New del 2/7/2020

PASSIONE VENETA 2020

29 Febbraio - 01 Marzo 2020

ALLEVATORE: UNA PASSIONE SEMPRE GIOVANE!!!

 

Carissimi Ragazzi, nell’ambito della edizione 2020 di Passione Veneta, sabato 29 febbraio e domenica 1° marzo i giovani di ARAV promuovono una serie di momenti dedicati alla formazione di giovani allevatori o potenziali allevatori, iniziativa che nel corso delle due giornate si alternerà ai caroselli realizzati da Italialleva per presentare le principali razze bovine, equine ovine e caprine allevate nel Veneto.

Il programma, in corso di definizione per i tempi e nei particolari tecnici, prenderà avvio nella mattinata di sabato 29 febbraio con un momento di accoglienza dei giovani appassionati a cui seguirà la partecipazione al Convegno organizzato da ARAV. A seguire, fin dal primo pomeriggio sono previsti momenti istruttivi incentrati sulla specifica gestione degli animali in una Fiera/Mostra (lavaggio, lettiera, alimentazione, tosatura, informazioni etiche e di abbigliamento all'interno del ring) con conseguenti dimostrazioni, compresa la mungitura, a cui saranno coniugate lezioni illustrative su argomenti di primo piano per l’allevamento del bovino da latte, tra cui quelli riferiti ad anatomia della vacca, metabolismo, patologie. Non mancherà un momento di confronto sull’andamento della giornata che si chiuderà con un aperitivo musicale.

Nella giornata di domenica si susseguiranno gare di conduzione animali per categoria di età: baby, junior, senior.

 

Siete interessati?

Se Istituti Scolastici, inviate una mail o telefonate alla Associazione Regionale Allevatori del Veneto - ARAV, Telefono 0444396911, email arav@arav.it

Se singoli giovani, allevatori o potenziali allevatori, potete chiamare:

 

  • Mauro De Antoni - 3473699790
  • Alessia Rabogliati - 3490786179
  • Alessia Fiorese - 3454470224
  • Beatrice Sambugaro - 3453345058
  • Nadia Guzzo - 3494091622

 

 

 

 

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New del 11/2/2019

STALLA 4.0

Attività formativa 2019

STALLA 4.0: La sostenibilità della stalla da latte del futuro: economica, ambientale e sociale verso i bisogni emergenti della collettività

ATTIVITA'; FORMATIVA

L'attività formativa del progetto STALLA 4.0, prevede conoscenze e tecnologie da poter riproporre nella propria realtà imprenditoriale.

Impostazione corso

  • 10.00 -12.00 Presentazione progetto STALLA 4.0 e risultati

    Prof.ssa Flaviana Gottardo, Prof. Samuele Trestini, e Prof. Martino Cassandro DAFNAE

    Università degli Studi di Padova

  • 12.00 - 13.00 Ricaduta nella filiera casearia della valutazione del Benessere animale

    Intervento tecnico latteria

  • 13.00 - 14.00 PAUSA PRANZO

  • 14.00 - 15.30 Competenze sull'applicativo si@lleva nel progetto STALLA 4.0

    Intervento tecnico ARAV

 

 

 

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New del 10/28/2019

Diagnosi di infezione da Neospora nel bovino

Un nuovo servizio ARAV

Il problema Neospora

Neospora caninum è un microorganismo riconosciuto come la prima causa al mondo di aborto nelle bovine. E’ stato inoltre dimostrato come tale microorganismo provochi la riduzione della produzione di latte nelle bovine infette fino al 5 %. Neospora viene trasmessa sia per trasmissione tra una bovina e l’altra, sia per via placentare, per cui le vitelle nate sane sono comunque portatrici dell’infezione, e possono trasmetterla alle generazioni successive. Sono stati riportati anche casi di vere e proprie epidemie, che possono incrementare i casi di aborto fino al 30%.

Recenti studi evidenziano come oltre il 20% degli allevamenti del Nord Italia abbia un persistente problema di infezione da Neospora.

Attualmente la pratica più efficace per ridurre l’incidenza della Neospora negli allevamenti bovini è quella di isolare le bovine infette (se possibile) e di interrompere la trasmissione madre-vitello evitando di utilizzare le bovine infette per il mantenimento della mandria.

Il ruolo del laboratorio

E’ possibile richiedere la diagnosi di infezione da Neospora, così come la diagnosi di gravidanza e quella di screening per la paratubercolosi bovina, direttamente ai controllori, al momento del prelievo dei campioni.

Il laboratorio inoltre può eseguire l’analisi dei campioni che giungono direttamente al laboratorio.

I tecnici ARAV sono disponibili e formati per aiutare il socio a gestire il problema, offrendo soluzioni rispettose delle caratteristiche aziendali, ma allo stesso tempo efficaci nel ridurre l’impatto economico negativo dell’infezione.

Per i soci ARAV il costo dell’analisi è di 3 € a campione, esenti IVA.

 

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Associazione Regionale Allevatori del Veneto—Laboratorio


New del 6/28/2019

Stalla Aperta - Notte Bianca del Gusto 2019

Sabato 6 luglio ritorna a Soligo Stalla Aperta nell'ambito della manifestazione Notte Bianca del Gusto

Dalle ore 17.00 Stalla Aperta

L’amore per l’ambiente e per gli animali per un prodotto di qualità

In collaborazione con GO PEI-AGRI STALLA 4.0 e Azienda Agricola Andrea Gallon - Latteria Soligo

 

Una visita che permetterà di scoprire la passione e l’amore per il proprio lavoro e per l’ambiente delle stalle socie di Latteria Soligo: si potrà conoscere come gli animali sono allevati e alimentati nel rispetto del loro benessere e della cura dell’ambiente, requisiti fondamentali per una produzione di latte di alta qualità.

L’iniziativa è promossa da ARAV (Associazione Regionale Allevatori del Veneto) nell’ambito del progetto STALLA 4.0, finanziato dal Piano di Sviluppo Rurale, che affronta la tematica della “sostenibilità della stalla da latte del futuro: economica, ambientale e sociale”.

NOTE: L’Azienda Agricola Gallon sarà raggiungibile con una navetta messa a disposizione dall’organizzazione, che sarà attiva dalle ore 17.00 alle 21.00 (ultima corsa dalla Latteria Soligo alle ore 20.30).

Il punto di ritrovo e di inizio visita è presso il punto cassa della festa. Non è necessaria la prenotazione.


Scarica il Volantino dell'evento


Scarica il programma completo in PDF


New del 4/26/2019

Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 - Misura 2

NEWSLETTER NR.1 – 26/04/2019

Sono n° 477 le aziende che hanno aderito al Progetto di consulenza (Mis. 211 – DGR 1940/2018) realizzato da Arav nell’ambito della Focus Area 3A.

Il servizio sarà fornito avvalendosi di un pool di consulenti qualificati composto da 45 tecnici, tra agrotecnici, periti agrari, laureati in Agraria, laureati in Scienze animali, biologi e veterinari.

Per le aziende è predisposta una pagina web ed un’App.

 

Di seguito riportiamo una breve descrizione dei due progetti…

 

3A.3.1 - Consulenza orientata al benessere animale (bovini latte)

Il benessere animale è diventato a pieno titolo un elemento di filiera, che pur partendo dalla produzione

primaria, permea le produzioni agroalimentari fino ad arrivare al consumatore. In particolare, il benessere delle bovine da latte oltre ad essere una problematica tecnica in allevamento, rappresenta la condizione necessaria per produzioni di qualità ed un elemento di credibilità e di reale valore aggiunto per tutta la filiera.

Il progetto prevede tre obiettivi:

  • fornire elementi di valutazione per un miglioramento delle condizioni di benessere animale negli

allevamenti da latte in un’ottica di filiera;

  • dare indicazioni sulle possibilità di incrementare le prestazioni economiche dell’allevamento;
  • fornire indicazioni al fine corrispondere alla richiesta dei caseifici di nuovi standard qualitativi del latte.

Il servizio viene espretato in due fasi.

  • Nella prima fase di check-up, il consulente ottiene dall’impresa le informazioni relative ai parametri produttivi (quantità e qualità del latte), riproduttivi e di longevità (“indicatori sentinella”), raccoglie i dati strutturali e gestionali, nonché i dati economici dell’impresa, esegue almeno due visite in azienda e infine, sulla base delle informazioni raccolte, analizza la situazione economica e gestionale di partenza mettendo a fuoco, insieme all’allevatore, i possibili punti critici.
  • Nella seconda fase, il consulente esegue almeno quattro visite in azienda, monitora e analizza l’andamento degli “indicatori sentinella”, indica all’impresa gli interventi da mettere in atto per risolvere le criticità rilevate.

 

3A.3.2 - Consulenza orientata al benessere animale (bovini carne)

Questo progetto, che ricalca le motivazioni del precedente, trovando fondamento sul condiviso concetto di  benessere animale, ormai universalmente riconosciuto, prevede tre obiettivi:

  • fornire elementi al fine di migliorare le condizioni di benessere animale negli allevamenti da

carne in un’ottica di filiera;

  • dare informazioni per migliorare le prestazioni economiche dell’allevamento;
  • suggerire modalità al fine di rispondere alle esigenze dei nuovi standard qualitativi della carne

richiesti dal mercato.

Le modalità di svolgimento del servizio di consulenza considerano che i dati relativi alla mortalità annuale dei bovini e sulle macellazioni anticipate possono essere considerati degli “indicatori sentinella” del benessere del bovino da carne in allevamento.

Nella prima fase di check-up, il consulente ottiene dall’impresa le informazioni sui parametri citati, raccoglie i dati strutturali e gestionali, nonché i dati economici dell’impresa, esegue almeno due visite in azienda e,

sulla base delle informazioni raccolte, analizza la situazione economica e gestionale individuando i possibili punti critici strutturali e riguardanti l’alimentazione.

Nella seconda fase, il consulente effettua almeno tre visite in azienda, in cui viene monitorato e analizzato l’andamento degli “indicatori sentinella”, e fornisce suggerimenti in merito alle soluzioni strutturali e gestionali da adottare, al fine del superamento dei fattori in grado di influenzare negativamente gli indicatori sentinella.

 

Per entrambi i progetti, durante tutto il periodo previsto per l’esecuzione dell’operazione, il consulente garantisce anche assistenza telefonica all’impresa.

 

27a Mostra e rassegna interprovinciale di Haflinger a Rustega di Camposampiero (PD)

Dal 30 aprile al 5 maggio al campo fiera di Rustega avrà luogo la tradizionale rassegna equina di Haflinger. Il programma e tutti gli eventi sono disponibili nel sito www.arav.it.


New del 4/11/2019

Modello 4 informatizzato e dati inerenti al trasporto

Comunicazione importante

Si comunica che a partire dal 01 luglio 2019 il mancato inserimento delle informazioni inerenti al trasportatore nel corso della compilazione del modello 4 informatizzato non consentirà la creazione del modello stesso.


Pertanto, tutte le informazioni previste dal modello 4, comprese quelle inerenti al trasportatore, dovranno essere presenti nel sistema informatizzato prima della movimentazione in uscita degli animali, oppure dovranno essere digitate nel sistema informativo preposto al momento della compilazione, poiché non sarà consentito il rilascio di modelli 4 informatizzati con la sezione D non precompilata.


Si raccomanda ai Servizi Veterinari delle Regioni e Province autonome di mettere in atto tutte le attività finalizzate alla registrazione degli autotrasportatori nel portale vetinfo.it, al fine di completare l’anagrafe informatizzata dei trasportatori e rendere più funzionale il sistema.


Si fa presente che entro la fine del corrente anno, sarà valutata l’abrogazione della validità delle copie cartacee del modello 4 informatizzato per l’accompagnamento degli animali durante il trasporto.

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New del 2/28/2019

Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 - Misura 2

Utilizzo dei servizi di consulenza da parte delle aziende

Per quanto riguarda il bando per la consulenza, a seguito delle verifiche effettuate dagli uffici regionali è risultato necessario inserire delle integrazioni e precisazioni nei paragrafi “2.2 Criteri di ammissibilità dei soggetti richiedenti”, “6.2 Documentazione da allegare alla domanda di aiuto” e nell’allegato tecnico “11.6”. Viene inoltre aggiunto l’allegato tecnico 11.7 Descrizione dei modelli previsionali e dei DSS. I termini per la presentazione delle domande sono stati posticipati al 29 aprile 2019.