NOTE TECNICHE

 

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ALIMENTAZIONE DELLA CAVALLA

Non molti sanno che la cavalla è una forte produttrice di latte tanto che la produzione media nel picco di lattazione (2°e 3° mese), è stimata al 3,5% del peso vivo dell’animale.

Ciò significa che a seconda della razza e del tipo genetico la produzione varia da 15 a 30 l. di latte/giorno.

Anche se il latte di cavalla ha un valore energetico più basso di quello bovino, essendo sì più ricco di zuccheri ma più basso di grassi, i fabbisogni nutritivi della cavalla in picco di lattazione sono comunque circa il doppio rispetto a una fattrice asciutta e gravida al 8° mese.

Le carenze nutrizionali nel primo periodo di lattazione, oltre a comportare una minor fertilità, sicuramente penalizzano lo sviluppo e la salute del puledro, dato che la fattrice ancor prima di esaurire le riserve corporee ridurrà la produzione di latte.

La percentuale di proteina grezza sulla Sostanza Secca della razione complessiva (foraggio + concentrati) dovrà essere del 13 -15%, con un livello energetico espresso in U.F.C. (Unità Foraggere Cavallo) di circa l’80 - 85%.

Il concentrato (mangime commerciale o miscela aziendale) dovrà essere diverso a seconda del foraggio utilizzato, e somministrato in più pasti giornalieri per migliorare l’utilizzazione ed evitare il rischio di coliche o altre patologie.

Va curata la formulazione non solo dei mangimi ma di tutta la razione, prestando particolare attenzione alla quantità e alla qualità delle proteine e al corretto livello energetico.

Un buon concentrato adatto per le fattrici nel picco della lattazione può essere utilizzato come base e con qualche accorgimento anche per i puledri sotto madre, che a partire dal 3°-4° mese di vita si giovano di una buona integrazione alimentare.

Molti preparati commerciali per cavalli adulti non sono idonei a coprire i fabbisogni minimi di proteine e di alcuni aminoacidi essenziali e limitanti (in particolare la Lisina), necessari per la produzione di latte e il corretto accrescimento dei puledri.

Alimenti buoni apportatori di proteine e di Lisina e facilmente disponibili sono ad esempio : la soja, la buona medica, il latte in polvere e i lieviti secchi.

Il fieno di prato e i cereali, in genere hanno valore proteico e aminoacidico inferiore, anche se i cereali sono ricchi di amido e quindi energetici.

Va curata l’integrazione vitaminico-minerale facendo attenzione sia alle carenze che agli eccessi, ma soprattutto al giusto rapporto fra i nutrienti.

Mediamente un Kg di buon concentrato copre la produzione di 3 l. di latte, ma nel calcolo della razione va considerato anche l’apporto dovuto alla quantità e alla qualità dei foraggi di base.

In sostanza, tanto per fare un esempio, se per la nostra fattrice di tipo mesomorfo, di circa sei quintali di peso, al 2° - 3° mese di lattazione abbiamo a disposizione del fieno di prato di 1° taglio di media qualità, dovremo utilizzare una razione comprendente circa 8 - 10 kg di fieno e 5 - 7 kg di mangime con il 16 - 18 % di Proteina Grezza.

Se invece del fieno di prato avessimo a disposizione del foraggio di medica, la percentuale di proteina del concentrato dovrà essere più bassa, e in alcuni casi con fieni di medica molto fogliosi e teneri sarà opportuno utilizzare solo miscele di cereali opportunamente integrate.

Le necessità alimentari del cavallo sono in generale variabili e individuali, e il rendimento della razione può dipendere da tanti fattori, quali il carattere, il tipo genetico, il peso vivo, il tipo di produzione che si vuole ottenere, ma spesso e molto più semplicemente anche da un corretto programma di interventi dentari e dalla frequenza delle sverminazioni.

Per semplicità e per non commettere errori grossolani conviene rivolgersi a tecnici del settore, che di volta in volta potranno formulare le razioni più idonee, ricorrendo se il caso anche ad analisi di laboratorio.

I servizi di Assistenza Tecnica dell’ARAV e delle APA sono stati studiati proprio per questo, offrendo anche agli allevatori di cavalli le possibilità finora offerte agli altri allevatori.

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ALIMENTAZIONE DEL PULEDRO

Dall’età di 3-4 mesi il puledro normalmente non trae sufficiente nutrimento dal latte materno, almeno per le esigenze imposte da un allevamento moderno.

Si rende quindi necessaria una integrazione alimentare adeguata all’età, alla produzione di latte della madre, al tipo morfologico e alla destinazione futura del puledro, ricordando che:

Va ricordato che se un errore alimentare su cavalli adulti può essere sopportato, a volte anche per lunghi periodi, lo stesso errore su di un puledro può comprometterne per sempre la carriera.

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PROFILASSI ANTIPARASSITARIA

I trattamenti contro i parassiti, intestinali soprattutto ma anche broncopolmonari, vanno fatti con regolarità e metodo.

Questo è un momento stagionale in cui i cavalli e ancor più i puledri, specialmente quelli allevati al pascolo, cominciano a risentire in modo grave degli effetti, a volte gravi, dei parassiti intestinali che oltre a prelevare sostanze nutritive in grande quantità possono a volte provocare anche gravi coliche.

I trattamenti vanno fatti sulle fattrici subito dopo il parto e sui puledri a partire dal 2°-3° mese di vita, ripetendo l’intervento ogni 60-90 giorni; in ogni caso al momento del rientro dai pascoli estivi il trattamento va ripetuto su tutti i cavalli dell’allevamento.

E’ opportuno ricordare che un puledro sofferente e debilitato oltre a non crescere, risponde meno bene anche ai vaccini e che il costo di un trattamento equivale al costo del razionamento alimentare di qualche giorno.

Risparmiare sui trattamenti vermicidi sgnifica spesso nutrire i parassiti e sottoalimentare i cavalli.

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VACCINAZIONI

Importanti sono le vaccinazioni (contro tetano, influenza e rinopneumonite o aborto infettivo).

Il tetano, è un clostridio cui il cavallo è molto sensibile e specialmente i puledri possono andarne soggetti, con esiti quasi sempre mortali, dato che più facilmente e in molte occasioni possono ferirsi.

Una seria profilassi antitetanica è l’unica arma efficace; si dovrebbe prevedere la vaccinazione della fattrice al 10° mese di gravidanza in modo da garantire al colostro una sufficiente dotazione di anticorpi.

Non si rende quindi necessaria l’iniezione di Siero Antitetanico (che non è un vaccino!) alla nascita del puledro, semplificando anche la gestione dell’allevamento.

E’ però opportuno conservare in frigorifero una o più dosi di siero antitetanico da usare solo in caso di ferite, specie se profonde.

Al 4° mese di vita, si inizia il ciclo di vaccinazione antitetanica,con la prima somministrazione, che va ripetuta dopo circa un mese e poi una volta l’anno.

Con l’avvicinarsi del periodo delle mostre ma anche della brutta stagione, è bene proteggere i propri animali contro l’influenza equina che, spesso trascurata, può provocare forti febbri, gravi danni all’apparato respiratorio e anche aborti.

Normalmente il contagio e la diffusione nell’allevamento avviene in conseguenza di spostamenti di animali e del loro contatto con soggetti provenienti da altri allevamenti; ecco perché è opportuno vaccinare tutto l’allevamento e non solo i cavalli che partecipano alle mostre o che più facilmente abbiano contatto con l’esterno. Il programma vaccinale prevede: 1° intervento al 4° mese di vita, 2° intervento dopo un mese, richiamo dopo sei mesi e poi ogni 6-12 mesi.

Il vaccino contro la Rinopneumonite (o Aborto Infettivo) viene ancor meno utilizzato dei primi due, anche se i danni che può provocare sono notevoli, sia in modo diretto che indiretto. Infatti il virus della rinopneumonite è causa di problemi respiratori, soprattutto nei puledri, ma ancor peggio provoca aborti tardivi e puledri poco vitali e deboli alla nascita. Il ciclo di vaccinazioni prevede tre interventi sulle fattrici gravide (al 5° al 7° e al 9° mese di gravidanza), mentre sui puledri si segue lo schema vaccinale previsto per l’influenza (in prossimità dello svezzamento, cioè fra il 4° e il 7° mese di vita, dopo 1 mese, dopo 6 mesi e poi una volta l’anno.)

In commercio esistono sia vaccini specifici (per es. solo contro il tetano) che combinati (per es. tetano + influenza); in ogni caso va sempre consultato il medico veterinario di fiducia che imposterà di caso in caso il programma vaccinale e antiparassitario più indicato.

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PROGRAMMA LUCE

In alcuni casi può essere possibile e conveniente anticipare l’estro delle puledre o delle cavalle rimaste vuote l’anno precedente applicando il cosiddetto programma luce, che agisce attraverso il cambio del fotoperiodo.

Per fotoperiodo si intende l’alternarsi dei diversi periodi di luce e buio nel corso della giornata.

Il cavallo è un animale a ciclo poli-estrale stagionale che, dopo un periodo di assenza dei calori, (anaestro stagionale) di norma inizia a manifestare il calore in primavera, quando le giornate si allungano.

Per simulare l’arrivo della primavera, si altera artificialmente il fotoperiodo, iniziando ad aumentare gradatamente le ore di luce con l’illuminazione artificiale.

Poiché di solito occorre un trattamento di 45-60 giorni prima che la cavalla dimostri il calore, per avere le fattrici in calore a fine gennaio, primi di febbraio, il momento giusto per iniziare il programma luce va quindi da metà novembre a metà dicembre.

Si possono utilizzare le normali lampade ad incandescenza o quelle fluorescenti, anche se qualcuno preferisce utilizzare lampade che imitano lo spettro solare.

L’importante è che ci sia una illuminazione sufficientemente intensa, tale da poter tranquillamente leggere nel punto più buio del box o del paddock se i cavalli sono all’aperto; di norma sono sufficienti 200- 250 watt per un box di 12-16 mq.

Alcuni consigliano un aumento graduale di mezz’ora di luce ogni 2 giorni, fino ad arrivare a 16 ore di luce giornaliere, altri partono subito con 16 ore di luce.

Occorre aver l’avvertenza di accendere l’illuminazione artificiale all’imbrunire, prima del buio o al mattino presto prima che faccia luce o, meglio ancora, sia al mattino che alla sera in modo da simulare l’allungamento del giorno senza interruzioni.

La cosa importante è che il programma luce non venga mai alterato o ridotto, nemmeno per un giorno.

Va da sé che le cavalle devono essere in buone condizioni di mantenimento e di salute; è di aiuto una integrazione vitaminica (vit A-D-E) e alimentare con un moderato aumento della proteina della razione, in modo da facilitare la manifestazione dell’estro.

Il programma luce, molto praticato nell’allevamento di Purosangue e Trottatori, va seguito dal proprio veterinario che controllerà l’evoluzione dell’apparato riproduttivo della fattrice e, se il caso, interverrà con opportune terapie.

Il programma luce non garantisce la cavalla gravida a febbraio, ma aiuta sicuramente a regolarizzare il ciclo estrale. Infatti, il primo calore dopo il programma luce è normalmente un calore di transizione, cioè senza l’ovulazione (falso calore), mentre quelli successivi sono invece solitamente regolari e fertili, aumentando così la possibilità di avere comunque la cavalla gravida a marzo.

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